La mia Milano

La mia Milano

Ho sempre pensato Milano come una città frenetica, così concentrata sul lavoro e sugli affari da essere incurante delle stagioni, del tempo e persino delle festività.

Nell’immaginario collettivo infatti Milano è la città che non si ferma mai. É la città delle banche e del business. E questa è anche la prima immagine che Milano mi ha dato di sè, appena sbarcato in aeroporto. File ordinate di passeggeri in attesa del bagaglio, tabelloni pieni di decine di vol per Milano, hostess gentili ed efficienti, uomini d’affari di corsa verso i taxi in attesa nel piazzale,

Mi è bastato però giungere in città e passeggiare per un paio d’ore per le vie del centro che subito i miei pregiudizi si sono dissolti. Era un pomeriggio di dicembre e Milano risplendeva sotto un freddo cielo limpido. Al calare del sole, come per incanto, la città aveva cominciato a brillare:

le luminarie sopra le strade, le vetrine scintillanti e le finestre dei palazzi signorili si sono accese all’unisono ad illuminare la città. Dovunque gente, a riempire le strade e ad animarle con l’allegria della festa imminente: il 7 dicembre si festeggia Sant’Ambrogio, il patrono della città. In quei giorni Milano riscopre le sue più belle tradizioni, fra le quali l’antichissima fiera degli Oh bej! Oh bej! Si tratta di un mercatino affollatissimo, ricco di oggetti d’antiquariato, prodotti artigianali e specialità gastronomiche, le cui origini risalgono al Medioevo.

Passeggiando per il centro non ho potuto non soffermarmi ad ammirare la facciata del Duomo, percorrere la splendida Galleria per sbucare in Piazza della Scala, sulla quale si affaccia il celeberrimo teatro. Da lì a pochi giorni si sarebbe svolto il più importante evento cultural-mondano dell’intero anno milanese, la Prima della stagione lirica del Teatro alla Scala, e nell’aria si avvertiva la magia della festa imminente.
Tutto la zona era affollata di turisti, diretti verso i musei concentrati fra Piazza Duomo ed il quartiere di Brera: il Museo del Novecento, il Palazzo Reale, le Gallerie d’Italia e la Pinacoteca di Brera. Sono bastate poche ore: Milano è riuscita a conquistarmi il cuore, con la sua ricchezza culturale e con il fascino delle sue antiche tradizioni.


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