Migliora la tua autostima e rimedia alla calvizie

L’autotrapianto è una tecnica chirurgica utilizzata per trattare soprattutto la calvizie maschile, ridistribuendo i capelli, cioè spostandoli da un’area densa a un’area nuda. L’autotrapianto di capelli non li crea, usa quelli già esistenti.

In pratica, i singoli follicoli piliferi sono mossi dal “sito donatore” e trasferiti al “sito ricevente”.

Il vantaggio è donare un aspetto assolutamente naturale e senza tracce visibili di trattamento chirurgico.

La maggior parte delle persone dà per scontato avere una bella chioma, fluente, morbida da accarezzare e pettinare.

Che cosa accade quando cominciano a essere evidenti i segni di una precoce calvizie? La risposta è che ci si sente a disagio e un po’ “malati”.

Già negli anni 50’, negli Stati Uniti, avvenivano i primi esperimenti: una stretta striscia di cuoio capelluto con capelli era rimossa dalla parte posteriore della testa (sulla nuca i capelli non sono predisposti alla caduta) e usata per riempire l’area calva.

La maggior parte dei trapianti sono eseguiti in ambulatorio e in anestesia locale.

Il chirurgo dapprima disinfetta il cuoio capelluto, poi inietta un anestetico nella zona da trattare, infine incide e preleva una striscia di cuoio capelluto (e capelli) di lunghezza non superiore ai dieci centimetri.

I capelli prelevati sono posti sotto la lente di un potentissimo microscopio.

Qui i follicoli capillari sono esaminati e separati.

Preparati per essere inseriti singolarmente nel sito ricevente, il chirurgo disinfetta e anestetizza la zona di nuova collocazione, pratica fori con un bisturi o con un ago e delicatamente procede con gli innesti.

Il numero e la tecnica d’innesto scelto, dipende dal tipo di capelli, dalla qualità, dal colore, così come dalla dimensione dell’area d’interesse.

Posti nel cuoio capelluto, entro due o tre settimane i capelli trapiantati cadono, lasciando il posto alla naturale ricrescita (evidente solo col trascorrere delle settimane, cioè da un minimo di un mese e mezzo a un massimo di tre mesi, a seconda della zona trattata).

La maggior parte delle persone raggiunge il 60% della crescita di nuovi capelli dopo sei o al massimo nove mesi.

Secondo la terapia, l’intervento chirurgico di autotrapianto di capelli può richiedere dalle quattro alle otto ore di lavoro. Talvolta si rendono necessarie sessioni aggiuntive, nell’eventualità di una continua perdita di capelli o in caso si volesse infoltire la zona già trattata.

Nel post intervento, il cuoio capelluto è molto sensibile. Può essere necessario assumere farmaci per qualche giorno (il medico prescriverà antibiotici, antidolorifici, antiinfiammatori). Il chirurgo, inoltre, suggerisce d’indossare una mascherina protettiva per due o tre giorni. La maggior parte delle persone trattate può tornare a lavoro entro una settimana.

Se il diradamento dei capelli infastidisce fino a condizionare la vita quotidiana, l’autotrapianto di capelli è l’unica tecnica al momento nota che può migliorare significativamente l’aspetto, e restituire fiducia nei rapporti interpersonali.

Per ridurre al minimo i rischi della chirurgia, è importante sottoporsi all’autotrapianto di capelli solo se si è in buone condizioni di salute. Il medico sa ovviamente valutare il quadro clinico di ogni singolo individuo, e di conseguenza scegliere il trattamento più idoneo alla salute e all’estetica.